Vita Nuova!

Mi chiamo Mariella e faccio parte del gruppo "Gesù Buon Pastore" da circa otto anni.

Nei primi cinque anni partecipavo in modo solo saltuario alle serate di preghiera del giovedì, e non mi lasciavo coinvolgere dalle diverse attività proposte dal Pastorale o a livello regionale, pur partecipando a qualche ritiro e anche - una volta - alla Convocazione Nazionale di Rimini.
Arrivavo al gruppo sempre in ritardo perchè ero troppo assorbita dal mio lavoro, al quale davo tutta me stessa, e che per me era divenuto quasi un idolo. Talvolta mi capitava anche di non santificare le feste lavorando persino di domenica. Vivevo letteralmente per il mio lavoro che mi gratificava anche economicamente, perchè il mio impegno in questo campo e le responsabilità assunte nell'azienda presso la quale lavoravo mi facevano sentire grande, capace, brava.

Questo stato di cose, per il quale avevo anche trascurato la mia famiglia, continuò sino al momento in cui il titolare dell'azienda morì improvvisamente e gli eredi dichiararono fallimento.

Fui così costretta dalle circostanze ad aprire un'attività in proprio, nello stesso settore, che all'iniziò ingranò abbastanza bene.
Ad un certo punto però, abituata a lavorare circondata da molti collaboratori e trovandomi improvvisamente sola, incominciai ad entrare in crisi.
Oltretutto il crack finanziario conseguente all'inaspettato fallimento dell'azienda mi aveva coinvolta in prima persona perchè nei mesi precedenti mi ero esposta in modo notevole anche con i miei risparmi, fidandomi dei titolari ai quali io avevo dedicato vent'anni della mia vita e dei quali mi fidavo ciecamente. Dopo il fallimento e la perdita di questo denaro fui presa da un senso di insicurezza per il mio futuro che divenne paralizzante ma soprattutto da una grande rabbia verso me stessa.
Caddi in una profonda depressione che mi faceva rifiutare il lavoro, che ora era diventato per me la causa di tutti i miei problemi. Le mie giornate erano segnate dalla tristezza e dalla solitudine e mi apparivano senza senso. Di notte soffrivo di insonnia, mentre di giorno avrei passato le mie giornate sul divano senza fare nè pensare a nulla: non avevo più voglia di vivere.

Nonostante questo continuavo a frequentare il gruppo, più per abitudine che per altro, e questo si rivelò la mia àncora di salvezza perchè un giorno del febbraio 2002 fu annunciato il prossimo inizio del Seminario di Vita Nuova nello Spirito e decisi di parteciparvi.

Durante il primo incontro fui particolarmente colpita dalla testimonianza di una ragazza disabile, L., che era piena di gioia e voglia di vivere nonostante fosse costretta su una carrozzina e questo mi fece comprendere quanto io fossi piccola e meschina nel preoccuparmi solo per i miei soldi e i miei problemi senza riconoscere e ringraziare Dio per i molti doni che avevo avuto, in primo luogo la salute. Nello stesso tempo la testimonianza di L. mi aiutò ad aprirmi e a condividere con gli altri i miei problemi.

La seconda settimana il Signore usò invece un canto della Comunità di Gesù di Torino per toccarmi il cuore; questo canto, molto semplice, diceva: "Tu puoi nascere ancor, tu puoi tutto incominciar, il passato cancellar e da zero ripartir, ma con Cristo per pastor".
In quel momento sentii profondamente che Gesù stava parlando proprio a me, mi stava dicendo che con Lui potevo ricominciare tutto da capo. Cominciai a piangere, questo pianto liberatorio mi faceva bene, sentivo che per me stava accadendo qualcosa di nuovo. In quel momento anche la presenza di due sorelle che mi sostenevano fu per me fonte di consolazione.

Questo è stato l'inizio della mia Vita Nuova.

Durante la preghiera per l'Effusione dello Spirito Santo mi fu donata una parola profetica che riassumeva perfettamente la mia situazione spirituale: la risurrezione di Lazzaro. Lo Spirito Santo mi ha fatto vedere chiaramente la mia situazione dicendomi: "Lazzaro, vieni fuori!" (Gv 11, 43b).
Come Lazzaro ero morta, ero spiritualmente morta ma come lui anch'io sono stata riportata alla vita e come lui anch'io ho avuto bisogno di essere liberata da tutte le bende che mi impedivano di camminare. Anch'io ero come le "ossa inaridite" della visione di Ezechiele (Ez 37), ossa morte senza speranza ma non appena il profeta ha invocato lo Spirito su di esse, queste hanno ripreso vita.

Da quel giorno sono passati tre anni e in questo tempo il Signore ha compiuto molte altre meraviglie nella mia vita. Certo non tutte le cose sono andate come io avrei voluto ma proprio grazie a questo ho capito che spesso i sentieri che il Signore traccia non sono quelli che vorremmo noi ma soprattutto che i Suoi tempi non sono i nostri. Ho imparato a conoscerLo e ad amarLo di più e ho sentito nel cuore il bisogno di testimoniare agli altri quello che Lui ha operato in me; per questo - tra l'altro - oggi collaboro con il ministero regionale dell'evangelizzazione in varie attività tra cui l'evangelizzazione di strada. Sono fedele alla vita del gruppo col quale sento ora un legame di fraternità prima inconcepibile, alla preghiera personale e all'Eucaristia quotidiana dalla quale traggo forza per affrontare i problemi della giornata.

Chiedo al Signore di continuare questa guarigione interiore iniziata allora e, come ho chiesto al gruppo, chiedo anche a te che stai leggendo questa testimonianza di sostenermi nella preghiera!
Grazie, Signore Gesù!
 

Mariella

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