La menzogna dello spiritismo

 

"Non si trovi in mezzo a te chi [...] esercita la divinazione o il sortilegio o l'augurio o la magia;
nè chi faccia incantesimi,
nè chi consulti gli spiriti o indovini,
nè chi interroghi i morti,
perchè chiunque fa queste cose è in abominio al Signore".

(Dt 18, 10-12a)

La mia conversione è la storia di una faticosa risalita dalle tenebre alla luce, dall'angoscia esistenziale alla fede in Gesù Salvatore, passando attraverso un terreno minato, di cui molto tardi ho capito la pericolosità.

Avevo ricevuto un'educazione religiosa dalle buone suore presso cui avevo frequentato le scuole elementatri ma quel seme che esse avevano messo in me era destinato a rimanere per molti anni sepolto sotto i sassi e le erbacce che infestavano il mio cuore. Infatti, sin dalla mia prima giovinezza, attratta dalle vanità e dalle seduzioni del mondo, mi allontanai dalla Chiesa e mi impegnai a costruire la mia vita a modo mio. Tutto quello che precede il mio ritorno a Gesù mi sembra ora avvolto da una nebbia opaca, come se ben poche cose di ciò che facevo allora avessero senso.
L'ambiente in cui lavoravo, laico e politicizzato, non era certo quello adatto a suscitare interessi spirituali e la mia indifferenza per la religione ben presto divenne radicale: mi sentivo atea, anche se evitavo di affrontare la questione, tutta presa come ero dai miei interessi mondani.
Ma non ero felice: anche se nella mia vita tutto (famiglia, lavoro, finanze) era apparentemente in ordine, ero sempre tesa e arrabbiata, scontenta di me stessa ma con una profonda nostalgia di valori "alti", che mi sembrava di avere conosciuto e poi dimenticato. Pian piano saliva dentro di me un malessere indefinito e un'oscura paura del futuro, che mi sembrava gravido di minacce.

Un pomeriggio, in un momento di angoscia profonda, ebbi la visione di ciò che sarebbe stata la mia vita se io non fossi cambiata: una caduta, come drammaticamente scrive Giacomo Leopardi nel "Canto notturno del pastore errante nell'Asia", dentro "un abisso orrido e immenso ov'ei precipitando, il tutto oblia": il nulla, per i non credenti, l'inferno, per i cristiani, prospettive altrettanto spaventose. Rivolta verso il cielo, gridai: "Dio, io non credo più che tu esista ma, se ci sei, fatti vivo tu, perchè io non sono più capace di cercarti!".
"Ho gridato al Signore ed Egli mi ha risposto", dice il salmista; ora so che è stato così anche per me. Ma le vie del Signore sono misteriose e non sempre seguono un percorso lineare, a volte anzi, possono apparire contradditorie. D'altronde, ci ha avvertito: "Le mie vie non sono le vostre vie, i miei pensieri non sono i vostri pernsieri". Tanto basta!

Un mese dopo incontrai "per caso" una medium che mi parlò delle sue esperienze preternaturali in una dimensione in cui gli spiriti comunicano con i viventi e si può parlare con le anime dei nostri defunti, in cui si possono fare incontri straordinari e riconoscere il proprio "spirito guida". Per me fu uno choc: questo apriva uno squarcio su quell'aldilà in cui non credevo più, "se esiste l'aldilà - pensavo - esiste anche Dio... allora tutto cambia, allora la vita riprende senso, allora tutto quello che mi hanno insegnato le buone suore non è una favola!". Ero piena di gioia e vedevo nella medium l'"angelo di luce" che mi avrebbe guidato verso quella vita nuova che tanto desideravo.
Essa infatti mi introdusse in quel mondo dello spiritismo da cui la Chiesa, nella sua millenaria sapienza, non cessa di metterci in guardia basandosi sul categorico divieto della legge mosaica (Dt 18, 10-12).
Ben presto, però, le sedute spiritiche mi annoiarono perchè non davano risposte soddisfacenti alle mie domande, io cercavo le grandi verità, senza saperlo cercavo Gesù e lì, naturalmente, non potevo trovarLo.

Allora mi inoltrai nella lettura di libri dello spiritismo classico e moderno, in cui sedicenti "entità di alto livello spirituale" rivelavano una complessa dottrina di ispirazione induista (ma io allora non lo sapevo) che, mentre appagava la mia curiosità intellettuale, demoliva progressivamente, con la tattica delle "due verità e una menzogna", quanto rimaneva in me della religione cristiana. In questi tesi, una delle prime nozioni con cui si attacca alle radici la rivelazione biblica è: l'inferno non esiste! Il male è presentato solo come non-conoscenza del bene, proprio di chi è ai primi stadi di incarnazione e, di conseguenza,si nega la responsabilità morale delle nostre cattive azioni.
Questo naturalmente mi piacque molto perchè dissolveva il senso del peccato e metteva a tacere la mia coscienza, che ben sapeva di avere molti conti da regolare con Dio.

Accettai l'idea della reincarnazione che, in questi dettati medianici, con astuzia diabolica è spogliata della severa legge del karma[1] e adattata all'edonistica mentalità occidentale: nelle successive incarnazioni - si dice - non esiste regresso a livelli di vita inferiore, come nella spiritualità induista, ma solo una crescita verso stadi di progresso e realizzazione umana sempre più alti. Di libro in libro l'idea stessa di Dio si dissolveva in una vaga nozione di energia cosmica che pervade l'universo, assume forme diverse e mette sullo stesso piano l'uomo, l'animale e la materia inerte.
Questi sedicenti "maestri di sapienza" costruiscono un'impalcatura di pensiero che è agli antipodi della solare semplicità del Vangelo e che lentamente ti intrappola come la tela del ragno fa con l'insetto.
Naturalmente questa fu una permissione di Dio e vidi realizzata la Parola di 1 Cor 3, 19b: "Egli prende i sapienti per mezzo della loro astuzia" e ancora "distruggerò la sapienza dei sapienti e annullerò l'intelligenza degli intelligenti" (1 Cor 1, 19).

Dopo cinque anni, infatti, stavo ricadendo nelle condizioni psicologiche di depressione e angoscia in cui mi trovavo quando avevo gridato a Dio e un giorno avvertii con chiarezza che quelle letture potevano portarmi alla follia. Un'indagine, effettuata nei manicomi americani negli anni '80, ha infatti rivelato che il 30% dei ricoverati era impazzito dopo aver particato lo spiritismo per lunghi anni.

Perchè, Signore, per tanto tempo hai permesso che bevessi a cisterne screpolate anzichè alla fonte di acqua viva? Me lo sono chiesto spesso e forse la risposta è che, avendone sperimentato in prima persona i danni, dovevo essere testimone per coloro che incautamente si avventurano in questo infido mare.

Devo ribadire che questa esperienza non fu mai per me un divertimento da salotto o una indebita curiosità di conoscere cose proibite; era una ricerca di Dio che, però, essendo fatta su una strada sbagliata, non era esente da pericoli e spiacevoli sorprese.
Il Signore vede la nostra buona fede e ci perdona ma non sempre ci preserva dalle conseguenze dell'errore che sono per noi e per altri un salutare ammonimento.

Il Signore infatti cominciava a darmi dei segni: un'amica che avevo coinvolto ed aveva fatto delle sedute iniziò ad essere vessata da fenomeni inquietanti e sempre più ricorrenti, che richiesero poi l'intervento di un esorcista: io stessa, pur non avendo avuto, per grazia di Dio, conseguenze così negative, ebbi bisogno di preghiere di liberazione.
Finalmente giunse il giorno in cui capii che questa
ricerca non mi aveva dato la luce che cercavo ed era ormai conclusa ma ancora non vedevo una via nuova: avevo scavato tra me e Gesù un abisso incolmabile e solo Lui poteva gettarvi sopra un ponte.
E lo fece, nella Sua misericordia, attraverso Maria. Mi trovai tra le mani un libro in cui si descrivevano le sue apparizioni nell'ultimo secolo, i messaggi e i segni che aveva dato. Sentii un grande fuoco nel cuore, una grande irresistibile chiamata e capii che finalmente avevo ritrovato la mia strada: ritornavo là, alla fede della mia infanzia, alla Verità che solo coloro che si riconoscono piccoli possono trovare.
Ma questa è un'altra storia!

Da 18 anni cammino nel Rinnovamento e ogni giorno innalzo a Dio la mia preghiera di ringraziamento: "Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente, e Santo è il Suo Nome!".

"Giulia"

Note

[1] [torna] Per KARMA si intende la legge dell'espiazione per cui si pagano nelle vite successive le colpe commesse nella vita precedente, anche regredendo in forme di vita inferiore, animale o vegetale.

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