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Gli inizi del R.n.S. a Torino e in Piemonte

di Serafina Ricca

 

"La storia del Rinnovamento e quella dei nostri gruppi è scritta nel cuore del Signore, e Lui solo la conosce davvero. E’ certamente la storia della manifestazione della sua misericordia e del suo amore per noi. 

La mia storia nel Rinnovamento ha inizio nel novembre 1974. 

Avevo letto il libro di Don Serafino Falvo “L’ora dello Spirito Santo”, appena uscito, e da quelle pagine avevo capito che il Rinnovamento carismatico (così allora si chiamava) era la volontà del Signore per me. 

Attraverso circostanze volute dal Signore, potei recarmi a Roma, come desideravo, e ricevere l’effusione dello Spirito Santo nel gruppo Emmanuele nel dicembre di quell’anno. 

Non vi erano allora gruppi carismatici cattolici a Torino né in Piemonte. Desiderosa di comunicare ad altri la mia esperienza presi subito contatti per iniziare un gruppo con Padre Corrado dei frati Minori del Convento di S. Antonio da Padova in Torino che era disponibile a darci la sala per gli incontri e a partecipare a questa nuova esperienza. 

Intanto, dietro indicazione di una sorella di Milano presi contatti con Anna Maria Gustinelli, lei pure reduce da Roma dove aveva ricevuto l’effusione nel gruppo Maria e con Padre Alberto Casalegno, gesuita, che aveva fatto anche lui la medesima esperienza. 

Padre Casalegno, sempre nel dicembre 1974, veniva invitato da frère Joseph, che aveva iniziato il cammino di vita nello Spirito nell’Istituto La Salle dei Fratelli delle Scuole cristiane. Frère Joseph aveva riunito a La Salle un piccolissimo gruppo di persone che avevano dei contatti con il suo Istituto, e a questi ci unimmo noi tre e le prime persone alla quali avevo dato l’annuncio del Rinnovamento: Giuseppina Fassio, Franco e Angelina Chiolerio a cui si aggiunsero pochi altri. Qui cominciammo a fare le prime esperienze di preghiera nello Spirito, dei carismi, di un nuovo cammino guidato dalla Parola di Dio. 

Qui rimanemmo per tre mesi, ma non era quello il posto dove dovevamo rimanere. Gesù ci sollecitava all’annuncio, a un annuncio a più largo raggio, voleva spingerci in città, nel cuore della città. E a questo proposito avemmo una forte parola profetica, quella da Ezechiele 47, 1-12[1]. Eravamo titubanti, un po’ incerti se affrontare questa nuova esperienza. 

Ma Gesù e il suo spirito agivano. Il Signore raggiunge sempre il suo scopo, realizza la sua volontà e noi siamo nelle sue mani semplici strumenti, non sempre docili. Noi spesso non lo ascoltiamo, non capiamo, ritardiamo, ostacoliamo la realizzazione del suo progetto, ma Lui nel tempo, lo compie. Lui è il Signore. 

Fu certamente il Signore che ispirò a frère Joseph, nel marzo 1975, dopo tre mesi che eravamo presso di lui, di invitarci a lasciare l’Istituto La Salle. Ci disse che desiderava che il suo gruppo fosse formato in prevalenza da fratelli del suo istituto e che avesse un particolare riferimento alla spiritualità del Santo Fondatore. Ci invitava perciò ad andarcene e a formare il nostro gruppo a Torino, e questa fu una grande profezia. 

Dopo la parentesi del Centro La Salle ripresi immediatamente i contatti con Padre Corrado e ci trasferimmo nel Santuario di S. Antonio da Padova, una sede che mi fu confermata dal Signore con chiari segni. E qui cominciammo a crescere rapidamente. 

Cominciarono ad arrivare molti fratelli. Un mese dopo, il 7 aprile 1975, iniziava il 1° Seminario, dopo il quale, in giugno ricevettero l’effusione 16 persone. 

Frattanto nel mese di maggio in occasione della Pentecoste, ci eravamo recati in buon numero a Roma, al III Congresso Internazionale del Rinnovamento carismatico, e in quell’occasione, altri fratelli del nostro gruppo chiesero la preghiera di effusione. 

Fu un momento molto forte per noi il congresso di Roma, sia riguardo alla crescita nostra e del gruppo, così a contatto con i fratelli maggiori che provenivano da altre nazioni e avevano fatto un più lungo cammino; sia riguardo all’unità del gruppo, che aveva avuto origine da due diverse denominazioni, Emmanuele e Maria, e che ricevette allora una forte parola profetica per l’unità, durante la S. Messa per gli italiani celebrata da Don Sante Babolin. Questa parola fu all’origine di una certa preziosa libertà e indipendenza dalle due diverse correnti in cui si divideva allora il Rinnovamento italiano. 

Quando nel giugno 1975 venne a Torino il Card. Suenens per presentare il suo libro “Lo Spirito Santo nostra speranza”, e con la conclusione del primo seminario, il gruppo crebbe ancora e superava le 50 persone. Così, verso la fine del 1975, ci fu una giornata di ritiro con Don Sante Babolin per la conferma dei responsabili e la formazione del primo gruppo pastorale. 

Poco dopo si aggiungeva alla sede di S. Antonio da Padova, dove gli incontri erano serali, la nuova sede di Via XX Settembre, presso i Padri della Missione con incontri pomeridiani, e da allora la crescita del gruppo si fece sempre più rapida: si susseguivano i seminari (30-40 persone ogni volta); a S. Antonio le sedie non bastavano più, si compravano le moquettes per far sedere i giovani. 

Per avere qualche linea direttiva e un approfondimento nello studio, ci mettemmo in contatto con i fratelli del Veneto, e con la comunità di Don Sante Babolin partecipando a giornate di ritiro e di studio a Costabissara (in provincia di Vicenza). 

Un così rapido sviluppo del gruppo portava intanto alcuni seri problemi: difficoltà a seguire personalmente i fratelli per aiutarli a crescere, difficoltà a livello di preghiera comunitaria, difficoltà nel servizio e nei ministeri e in particolare per le guarigioni interiori, di cui avevamo molto bisogno. Non avevamo sacerdoti. Ma la parola del Signore mi incoraggiava: avrebbe sfamato Lui i suoi poveri, noi dovevamo solo adoperarci a collaborare con lui, per aiutare i fratelli a guarire, a entrare nel desiderio dello Spirito e nella vita dello Spirito. 

Intanto Anna Maria Gustinelli e Padre Alberto che con me avevano iniziato il gruppo, avevano preso altre strade: la prima facendosi suora laica delle Paoline, il secondo partendo in missione nel Sud America. Attraverso queste situazioni, attraverso le difficoltà, le prove e le incapacità nostre, il Signore, da gran Signore che Egli è, portava avanti ugualmente il suo disegno e noi uomini potevamo sì ritardarlo, ma non impedire che si compisse. Il Signore agiva, portava novità di vita e il suo piano poco per volta si realizzava. Se grandi sono state le difficoltà del gruppo, i pericoli, grandi sono stati anche i doni: primo di tutti il dono della lode. Già il nome del gruppo, indicato a noi dal Signore da un brano dell’Apocalisse, lo annunciava: “Alleluia!”. Il Signore ci ha dato questo dono e ci ha chiesto di tenere viva la lode di non lasciarla mai estinguere e di permettere alla lode di trasformare la nostra vita. 

Il Signore inoltre ci mostrava chiaramente quale era la missione che affidava al gruppo: missione di annuncio e missione profetica. Cominciavano a uscire, fra il 1976 e il 1978, dal gruppo “Alleluia!” coloro che dovevano divenire responsabili di nuovi gruppi in città e fuori: si formarono i gruppi di S. Filippo, di Alba, di Bra, di Sanfrè, di Bottigliera e più tardi quelli di Fiano e del Centro Europa.
Uno dei frutti più preziosi del gruppo “Alleluia!” è stata la chiamata di alcuni fratelli il 28 ottobre 1978 alla Comunità di Gesù, che, guidata da Diana Trovò, ha portato frutti evidenti di un nuovo amore nell’unità e di un servizio ricco e fruttuoso. Nel novembre 1975 nasce il gruppo “Maria” che inizia i propri incontri presso le Suore di Nostra Signora del Cenacolo in Piazza Gozzano e presso la chiesa di S. Giuseppe in Via S. Teresa. 

Sul piano nazionale, intanto, si andava, poco per volta, per volontà del Signore, verso una unità fondamentale: dai gruppi delle singole città alla Conferenza animatori di Triuggio (aprile-maggio 1976), dove si formò il primo Comitato Nazionale di Servizio a quella di Milano Marittima (aprile 1977) e poi a Brescia (giugno 1977), a Salerno (ottobre 1977), fino al primo Convegno nazionale a Rimini nell’aprile del 1978. 

Nel 1978 cominciarono a venire i sacerdoti per cui avevamo tanto pregato. Frequentavano i nostri seminari ricevendo la preghiera di Effusione, e iniziavano altri gruppi nelle loro sedi. 

I contatti presi negli anni precedenti con i gruppi “Maria” si rafforzano, favoriti dal nuovo clima di unità creatosi nel Rinnovamento dopo i convegni di Triuggio e di Milano Marittima. Viene pure confermata una certa apertura ecumenica, già presente nel gruppo agli inizi.
In questo secondo periodo il gruppo cresce, non solo di numero, ma di qualità. Nell’assemblea di preghiera si rafforzano quelli che devono esserne i cardini: la preghiera di lode e l’ascolto della Parola. Si cresce nell’uso dei carismi. Si ascoltano catechesi di formazione di crescita invitando sacerdoti qualificati per le giornate di ritiro. Aumentano i contatti del gruppo con l’esterno. Durante l’estate molti fratelli frequentano i centri estivi del Rinnovamento o si recano in altre località per giornate di ritiro. Si va in Francia, a Lourdes e a Paray le Monial, dove si stabilisce un contatto fruttuoso col Rinnovamento francese. 

Nel gruppo si manifestano, per la benevolenza del Signore, guarigioni e conversioni profonde e crescono i carismi. Cominciano a funzionare i ministeri. 

Oggi, dopo 27 anni dal suo inizio, il gruppo è sempre fiorente. Il Signore ha costruito e continua a costruire il suo tempio, di cui ogni membro è una piccola pietra che lui ha inserito nella sua costruzione nel punto giusto e nel momento giusto. 

A Lui, vero e unico artefice della costruzione della sua Chiesa e dei nostri gruppi il nostro “grazie” per le meraviglie compiute in nostro favore e ogni lode e gloria in eterno." 

* Testimonianza tratta dal sito RnS regionale piemontese


Note

[1] [torna] - A conferma della forte carica profetica di questa Parola si può citare anche un'altra testimonianza, quella di P. Domenico Lovera m.i., presente la stessa sera all'Istituto La Salle:

"Mi colpì, durante una preghiera con fr. Joseph, la lettura del cap. 47 di Ezechiele.
Questo capitolo è diviso in due parti: i primi 12 versetti parlano della sorgente del tempio, i versetti restanti parlano dei confini della terra che le 12 tribù di Israele si sarebbero divisi in eredità. Ezechiele vide in visione che l'acqua che scaturiva da sotto l'entrata del tempio cresceva fino a diventare un torrente che si poteva attraversare solo a nuoto. Le rive del torrente erano ricche di alberi con frutti di ogni tipo, tanto abbondanti da procurare un raccolto al mese. Non solo, il torrente, sfociando nel mare ne risanava le acque: l'acqua salata diventava salubre e ricca di pesci di ogni genere.
Per fr. Joseph, l'interpretazione del testo profetico era ovvia. La casa che ci ospitava, il Centro La Salle, era il tempio. La Casa infatti è costruita all'interno di una struttura che avrebbe dovuto diventare il presbiterio di una grande basilica sovrastante la città di Torino. La costruzione non fu ultimata secondo la sua finalità, ma divenne poi, Casa Religiosa. L'acqua significava l'acqua viva dello Spirito che scendendo dalla collina entrava nel grande mare di Torino portando risanamento e frutti abbondanti.
L'interpretazione della divisione dei confini fu questa: non un torrente, ma due [i gruppi "Alleluja" e i gruppi "Maria", n.d.r.] sarebbero partiti dal tempio (il Centro La Salle) ed un giorno si sarebbero ricongiunti alla sorgente per diventare una cosa sola. Molti ricordano che [...] il primo ritiro cittadino fatto in comunione tra i gruppi Alleluja ed i gruppi Maria si svolse alla sorgente, al Centro La Salle"..

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