XX Giornata Mondiale della Gioventù - Colonia

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E' con ancora una grande gioia nel cuore e un grande stupore per le inesauribili sorprese dello Spirito che mi accingo a condividere la bellissima esperienza che abbiamo avuto la grazia di vivere - come giovani del Rinnovamento nello Spirito - in occasione della XX Giornata Mondiale della Gioventù svoltasi a Colonia in Germania dal 16 al 21 agosto 2005!

IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA GIOVENTU' - ESSEN

In quanto membri del nostro movimento avevamo innanzitutto accolto con entusiasmo la proposta, avanzata da Salvatore Martinez e dai responsabili nazionali del RnS, di partecipare, dall’11 al 15 agosto, allo Youth Arise International Festival (Festival Mondiale della Gioventù) di Essen, un appuntamento che, come di consueto, dal 1995 precede le Giornate Mondiali della Gioventù.

E' stata questa un'esperienza veramente eccezionale che ci ha innanzitutto permesso di sperimentare in modo inusuale quanto inatteso l'universalità - la cattolicità - della Chiesa.

Alle diverse sessioni del Festival, svoltesi nel segno della comunione presso le strutture fieristiche del Grugahalle di Essen, hanno infatti partecipato circa 2000 giovani che condividono una spiritualità di tipo carismatico provenienti da 27 paesi del mondo. Il gruppo più numeroso (circa 800 giovani) era ovviamente quello italiano, subito seguito da quelli indiano e statunitense, ma ricordo ancora i giovani del Rinnovamento Carismatico provenienti dal Canada, dalla Cina, dall’Australia, dallo Sri Lanka, dal Messico e dai paesi caraibici, dal Brasile, dal Libano, dal Pakistan e da diversi paesi del Golfo, dal Belgio e dall’Olanda, dalla Germania e dalla Polonia, dalla Croazia, dalla Spagna, da Malta, da Gibilterra e dalle Canarie.

Alcune sessioni in particolare prevedevano momenti di condivisione in piccoli gruppi in cui si poteva approfondire l'amicizia e la fraternità attraverso un incontro che andasse al di là delle differenze e uno scambio delle reciproche esperienze di fede vissute in contesti socio-culturali così diversi. In particolare serbo nel mio cuore la commovente testimonianza di alcuni giovani provenienti da paesi in cui la Chiesa è tuttora apertamente perseguitata o almeno fortemente condizionata e nei quali non esiste la libertà di culto (come al esempio i paesi del Golfo).

Particolarmente arricchente il confronto con i giovani provenienti dalla regiona indiana - ma a maggioranza cristiana - del Kerala, figli di una chiesa certo molto diversa dalla nostra per tradizioni culturali e liturgiche ma unita a noi nel professare, in unione con Roma, la fede in Gesù figlio di Dio.

Ed è proprio ricordando: Siete venuti qui per cercarlo, e state certi che lo troverete!”, che Henry Cappello, Presidente di YAI International, ci ha accolto con gioia nella serata inaugurale del Festival. L'incoraggiamento ad aprire il nostro cuore ad un'esperienza personale di incontro vero, profondo, con Gesù vivo è stato al centro degli interventi e delle catechesi tenute da personalità di primissimo piano, come Salvatore Martinez che ci ha invitati a “dilatare il nostro cuore per accogliere l’amore di Cristo, o P. Tom Forrest, uno dei maggiori leader del Rinnovamento carismatico internazionale, già primo presidente dell'ICCRO (attuale ICCRS) e fondatore di Evangelizzazione 2000, che ci ha ricordato, con l'abituale impeto, come “nessuno ha mai fatto quello che Cristo ha fatto per te.

E sono stati proprio gli intensi momenti di adorazione eucaristica vissuti sia singolarmente, nell'intimità di un rapporto privilegiato col Signore, magari nelle veglie notturne in cappella dove il Santissimo Sacramento era sempre esposto, o comunitariamente, come in occasione del "Roveto ardente" animato dal RnS sabato 13 sera - un momento molto intenso e toccante, di guarigioni spirituali e conferme per molti di noi - che ci hanno preparato ai giorni della XX GMG di Colonia.

La fantastica esperienza di gioia e di comunione vissuta ad Essen è per me riassunta in una frase pronunciata durante la messa di venerdì 12 agosto da Mons. Valerian D’Souza, Vescovo di Poona in India soprannominato "the Singing Bishop", che ci ha esortato a tenere sempre presente nel nostro cuore l'evidenza dell'esperienza che stavamo vivendo in quei giorni, la certezza cioè che Gesù è vivo e la Chiesa è viva”.

 

COLONIA! SIAMO VENUTI PER ADORARLO!

I momenti belli e significativi vissuti nei giorni passati a Colonia sono stati numerosi e risulta dunque arduo sceglierne in particolare qualcuno. Anche a Colonia, la presenza stessa per le vie della città di una chiesa viva e giovane, felice di poter testimoniare liberamente la propria fede è un qualcosa che ha colpito in modo particolare gli stessi abitanti della città, che dal 16 al 21 agosto si è vista "invasa" da un'armata pacifica e festante.

L'incontro con il Santo Padre Benedetto XVI sulle rive del Reno è poi qualcosa che rimarrà indelebilmente impresso nella mia memoria per sempre, così come l'entusiastica accoglienza riservatagli dalle migliaia di giovani riuniti sulle banchine del Poller Wiesen. Le sue parole in quell'occasione ha dato un senso al nostro essere pellegrini sulle orme dei Magi venuti dall'Oriente: come loro, anche noi eravamo "venuti per adorarLo", per adorare lo stesso Gesù presente sotto le specie del pane e del vino anzichè nelle membra fragili di un bambino disteso in una mangiatoia. E il Papa era là con noi per questo, per indicarci la strada che ci avrebbe condotto a Lui: quella stessa strada indicata dalla stella della nostra coscienza, e non certo quella suggerita dal mondo e dalle sue sirene.

Il culmine della GMG, peraltro ricca di molti momenti belli ed arricchenti, come i momenti di preghiera comunitaria carismatica vissuti come Rinnovamento a Frechen, dove centinaia di mani alzate continuavano ad acclamare il Signore e a lodare il suo Nome, o le catechesi dei vescovi venuti in mezzo a noi per spezzare il pane della Parola, è stata sicuramente la veglia del 20 e il 21 agosto vissuta a Marienfeld, il "campo di Maria" in cui eravamo convenuti - dopo qualche ora di cammino - nella giornata di sabato 20.

In questa enorme spianata di Marienfeld, sulla "Collina delle 70 Nazioni” costruita con la terra proveniente da moltissimi paesi del mondo, si ergeva il palco papale, coperto da una sorta di grandissimo pallone gonfiabile illuminato internamente, durante la notte, da tantissime lampade al neon. Il richiamo era "alla nube luminosa, all’ardente colonna di fuoco della presenza di Dio" che accompagnò il popolo di Israele nell'Esodo verso la Terra Promessa, proteggendoli dal sole di giorno e illuminandoli di notte. Mai riferimento mi è sembrato più riuscito. Camminando di notte per le vie e le corsie di scorrimento tra i settori del nostro "accampamento" si aveva veramente la sensazione, vivissima, di essere come catapultati in mezzo alle tende del popolo scelto dal Signore, che anche a tarda notte non si stancava di innalzare il suo Nome e di danzare in suo onore con i cuori colmi di gratitudine.

Durante la veglia del sabato sera il Santo Padre ci ha svelato in modo molto profondo il significato stesso del "pellegrinaggio interiore" compiuto dai Magi e che noi siamo chiamati a ripercorrere, come loro, anche noi siamo invitati ad abbandonare il "Dio privato" costruito a nostra immagine e somiglianza, il "Gesù privato" che più ci fa comodo, per adorare lo stesso Signore, presente ora come allora:

"Cari amici - ci ha detto allora il Papa - questa non è una storia lontana, avvenuta tanto tempo fa. Questa è presenza. Qui nell'Ostia sacra Egli è davanti a noi e in mezzo a noi. Come allora, si vela misteriosamente in un santo silenzio e, come allora, proprio così svela il vero volto di Dio. (...) Egli è presente come allora in Betlemme. Ci invita a quel pellegrinaggio interiore che si chiama adorazione."

L'adorazione, tutt'altro che un gesto puramente rituale, è "ad-oratio, contatto bocca a bocca, bacio, abbraccio", un trovarsi faccia a faccia con Dio, in un incontro personale, in un dialogo d'amore in cui possiamo parlargli di tutto, donargli tutto - anche quella preoccupazione, quel dolore, quella ferita nascosta nel cuore - ma anche ricevere tutto il Suo Amore.
Ma "
l'adorazione, continuava B16, ha un contenuto e comporta anche un dono", un dono che non può essere che TUTTO NOI STESSI, perchè "un dono minore di questo non basta per questo Re". Come i Magi, come i Santi e i Beati che nei secoli, raggiunti dalla luce di Cristo, si sono donati a Lui completamente.

Come i Magi offriamoGli allora senza timore, come ci invitava a fare Giovanni Paolo II, l’oro, cioè la libertà di seguirlo con amore e di rispondere alla chiamata che ci ha fatto, facciamo salire a Lui l’incenso della nostra preghiera ardente, portiamoGli la mirra, ovvero l’affetto pieno di gratitudine.

Veniamo a Lui, come il Santo Padre ci additava durante la Santa Messa la mattina del 21 agosto, anche mediante la partecipazione alla Santa Eucaristia, quando l'adorazione diviene UNIONE. Lasciamoci trasformare da Lui dentro di noi, particolarmente in questo anno eucaristico, e diventiamo una cosa sola coi fratelli che mangiano il nostro stesso Pane. UNIONE con Lui e UNIONE coi fratelli, Suo corpo mistico! E impegnamoci a portare a Lui chi ancora non lo conosce, perchè è proprio vero: "Una grande gioia non si può tenere per sè. Bisogna trasmetterla".
Alleluia! Lode al
Signore!

Emanuele


TESTIMONIANZE: Maria R., Davide, Laura...

Non ci sono aggettivi per descrivere i dieci giorni trascorsi a stretto contatto con Gesù ad Essen e Colonia.
E' giusto così: ciò dimostra la Sua grandezza e la Sua potenza.
In quei dieci giorni ho sperimentato in varie forme ciò che il Signore ha sempre voluto donarmi, ma che io con il mio comportamento mi ostinavo a rifiutare: il Suo immenso amore.
La potenza del Signore è talmente grande che non è descrivibile; ho capito quanto Lui mi conosca profondamente e intimamente e sappia esattamente ciò di cui ho bisogno.
Prima di partire per la Germania non riuscivo ad abbandonarmi a Lui a causa del mio carattere; il Signore però, conoscendomi a fondo, sapeva di cosa avevo bisogno: del SUO AMORE. Ed ecco che in quei dieci giorni, d'amore del Signore ne è arrivato talmente tanto da far cadere tutte le mie insicurezze, le mie paure, le ansie sedimentate nel cuore.
Gesù, nella Sua straordinaria generosità, questo amore me l'ha elargito in vari modi: purificandomi con il pianto, donandomi la pace e la gioia nel cuore, dimostrandomi la sua presenza concreta e tangibile accanto a me nella quotidianità di quei dieci giorni.
Ringrazio Gesù perchè mi ama talmente, e ha voluto legarmi ancora più a Sé, da dar risposta a tutte le domande, i dubbi che lo riguardavano e che Satana aveva astutamente disseminato nel mio cuore e nei miei pensieri per allontanarmi da Lui.
Che felicità scoprire che non ero solo io ad amare Gesù, ma che ad Essen c'erano altre duemila persone a lodarLo! Persone che provenivano da ogni parte del globo! Che gioia immensa nel recitare il Padre Nostro, io in lingua italiana e il fratello accanto a me in lingua hindi. E' stato fantastico sperimentare come tutti i pregiudizi legati alla nazionalità con l'aiuto di Gesù svanivano miseramente.
La gioia che ho nel cuore è incontenibile, per dimostrala fisicamente vorrei urlare: "Grazie all'amore di Gesù sono felicissima. Lui è vivo e non aspetta altro che cullarci e tenerci amorevolmente tra le sue braccia!"
A voi fratelli e sorelle che non avete preso parte all'esperienza di Essen e Colonia posso semplicemente dire: rinnovate quotidianamente il vostro sì a Gesù e lasciatevi amare totalmente da Lui. Camminate in Cristo e pregate affinchè tutti gli uomini della terra vivano del Suo immenso amore.
Alleluia! Lode, Lode, Lode al Signore!

Maria R.

Cari fratelli e care sorelle,
inizio la mia testimonianza lodando il Signore per tutto ciò che di meraviglioso mi ha donato durante l'intero periodo della GMG; per ogni piccolo sacrificio fatto durante il viaggio, Lui mi ha ricompensato con grazie 10.000.000 volte superiori!
Lode e gloria a te, Gesù!!!
La mia avventura è iniziata allo Youth Arise International ad Essen, ovvero l’incontro tra i gruppi di giovani carismatici di tutto il mondo. 2000 giovani provenienti da tutti gli angoli del pianeta hanno condiviso il dono più prezioso della loro vita, la FEDE; ad Essen le nostre giornate erano fatte di preghiera, canti, balli, catechesi, messe e adorazione continua, resa possibile dalla continua esposizione del Santissimo in un’apposita cappellina.
La nostra vita era quindi scandita da quell'immenso e favoloso connubio che è preghiera-gioia, due cose tanto belle quanto indissolubili e imprescindibili nella nostra vita di cristiani. La preghiera è infatti fonte di consolazione e di felicità in quanto dialogo diretto con il Signore, e in particolare la lode ci permette di ringraziare Gesù riconoscendo la nostra umile condizione di peccatori, accettando il fatto che senza di Lui siamo persi e non possiamo far nulla: e poi, quando lodiamo il Signore Lui è contento, e se Lui è contento noi possiamo non esserlo? Possiamo forse pensare che tiene la gioia per Sè?
A me succede sempre così: inizio lodando e benedicendo il Signore, e man mano che lo faccio il mio cuore si riempie di grande felicità e finisco puntualmente ri-lodando Gesù che oltre a tutto mi ha anche donato questa ulteriore felicità!!!
Prima d’ora in preghiera chiedevo a Gesù un mare di cose per me, al punto da ritrovarmi a fare degli elenchi degni delle più sontuose liste della spesa; e anche quando Lo lodavo, in sottofondo continuavo le mie richieste sottolineando ogni cosa che non mi andasse bene, in particolar modo la mia salute, che da più di tre anni mi tormenta con dolori fortissimi alla schiena e al bacino, rendendomi difficoltosa ogni attività.
Durante il periodo della GMG posso dire di aver davvero incontrato il Signore e lo Spirito Santo mi ha parlato come forse mai prima; è entrato davvero nel mio cuore, aiutandomi a capire tante cose e riempiendo il mio cuore di grande gioia; ora infatti vedo nel mio dolore un potente mezzo per lodare il Signore e per offrirgli continuamente intercessioni, non più per me ma per il mio prossimo!! Al mondo persone soffrono mille volte quello che soffro io, per cui mi sembra il minimo ringraziare per quello che ho anzichè guardare sempre cosa non va; la mia vita deve essere utile agli altri e il minimo che possa fare è pregare e aiutare sia i vivi sia le anime dei defunti, in particolare quelle del purgatorio!!!
Credo infatti che la vera realizzazione della vita sia vedere felici le persone che ci stanno accanto, anche se questo non è sempre facile e può costarci sacrificio e rinunce.
La grazia vissuta a Colonia di poter condividere la mia gioia in Gesù con oltre un milione di giovani è qualcosa di unico e indescrivibile: mi sono davvero reso conto di come andrebbe il mondo se l’uomo aprisse il proprio cuore allo Spirito di Dio, al suo amore e alla sua gioia. In quei giorni, ovunque attorno a noi vibrava ed echeggiava lo spirito di fratellanza e d’amore, grazie al Signore che ci ha donato momenti davvero unici. E quando il cielo plumbeo e minaccioso si è aperto al nostro arrivo a Marienfield, ho davvero capito che se l’uomo è unito in preghiera, nulla gli è impossibile: tutti nel nostro cuore pregavamo affinché non piovesse e così è stato; e non dimentichiamo soprattutto i meriti della nostra Mamma Celeste, la dolce Vergine Maria che intercede continuamente per noi davanti all’Altissimo e ci ama teneramente !!!
Pertanto torno dalla GMG con la consapevolezza che se ci impegniamo e ci sforziamo di portare con gioia la nostra croce, e anzi, non ci limitiamo a portare la nostra ma cerchiamo anche di aiutare gli altri a portare la loro, nessuna difficoltà graverà più su di noi; Dio ci da tutta la forza per non farci più prendere a calci dai problemi ma per prenderli a calci noi e per farlo è sufficiente rivolgersi a Lui con cuore umile, sincero e - perchè no - anche gioioso!!!
Per cui lode e gloria al Signore, ora e sempre!!! Amen.
Un abbraccio nel Signore!

Davide

Colonia 15-22 Agosto 2005: Una settimana veramente intensa all’insegna dell’amicizia e del buon umore.
Il clima tra le persone è completamente diverso rispetto alla vita quotidiana che ognuno di noi conduceva prima di recarsi in Pellegrinaggio. L’affiatamento, il calore, il fatto stesso di venire ad Adorare il Signore che è sempre al centro di tutte le nostre esperienze, ci ha portati verso la conoscenza profonda di noi stessi e del nostro Io.
Migliaia di giovani con il cuore aperto verso l’unico vero Amore: Dio. Fraternità, pace e calore umano erano all’ordine del giorno. E’ raro trovare moltissime persone tutte insieme che si rispettano a vicenda, pregano, cantano, ballano sempre nella gioia e nella serenità del Signore Gesù.
Come Cristo ha ripetuto più volte ai suoi apostoli paurosi e trepidanti: “
Non temere, non aver paura, io sono con te”, così il Papa Benedetto XVI ha incoraggiato i giovani di tutto il mondo ad essere sempre disponibili verso i più bisognosi e non temere mai nulla perché chi ha fede e crede in Dio è protetto.

Laura

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