Capodanno Carismatico Giovani!

Testimonianza pubblicata su: "Il Risveglio Popolare", settimanale canavesano, Anno LXXXIV, N° 2, 16 gennaio 2004.

 

Chiasso, allegria, musica a pieno volume e tappi di spumante che saltano: sono questi i caratteri distintivi del Capodanno tradizionale, atteso e celebrato dalla TV e dai media.

Noi invece vogliamo parlarvi di un Capodanno diverso, decisamente controcorrente, a cui hanno partecipato 113 giovani (di cui 23 appartenenti ai gruppi di Rinnovamento nello Spirito Santo della nostra diocesi di Ivrea) provenienti da tutto il Piemonte, che per tre giorni hanno condiviso la gioia di stare insieme e attendere con Gesù l'inizio del nuovo anno: il "Capodanno Carismatico 2004" organizzato nell' ambito del Cammino Regionale Giovani del Rinnovamento nello Spirito, iniziativa che ha celebrato quest'anno il suo quinto anniversario con una partecipazione di anno in anno sempre crescente che, se sarà confermata negli anni a venire, costringerà a cercare una sede più capiente della Casa di Spiritualità Grotta di Lourdes di Forno di Coazze, dove ultimamente si è svolto il ritiro:

Gesù è stata una presenza viva tra noi fin dall'arrivo, nel pomeriggio del 30 dicembre, quando si sono incontrati volti nuovi e volti già conosciuti: l'accoglienza allegra e festosa, ma soprattutto vera, ha predisposto i cuori al forte momento dell'adorazione eucaristica serale quando, in un incontro intimo e profondo con Gesù, gli abbiamo consegnato per scritto tutto ciò che ci separa da Lui, i nostri peccati, i dubbi e i fallimenti della nostra vita. La Parola guida dell'incontro era infatti tratta da Rm 8, 35a "Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo?". "libertà".
Quando poi, suddivisi in turni, ci siamo trovati a vivere l'adorazione eucaristica continua, diurna e notturna - che è continuata fino alle ore 13 del 1 gennaio - ci è quasi sembrato che volesse continuare per sempre questo dialogo personale, cuore a cuore, al punto che nessuno di noi si è limitato al tempo assegnatogli. La cappella dedicata all'intercessione continua è stato il nostro centro, il punto di riferimento, il luogo dove potevamo rifugiarci e trovare sicurezza e pace!.

La mattina del 31 dicembre, dopo la preghiera comunitaria carismatica, Sr Lucia Mainardi, psicologa ed educatrice, ci ha aiutati a capire le nostre difficoltà di comunicazione e del vivere quotidiano alla luce della Parola di Dio, evidenziando la struttura costitutiva dell'uomo e il vero significato della parola "libertà".
La libertà, termine già di per sè polivalente, è oggi quanto mai fraintesa nel suo vero e duplice significato di gratuito dono di Dio
e di faticosa conquista umana, frutto di un cammino progressivo di liberazione dai molteplici condizionamenti dell'ambiente, della cultura e del gruppo: il cammino dalla schiavitù dei propri bisogni di dipendenza affettiva, aggressività, successo, esibizionismo o autonomia eccessiva alla libertà dei figli di Dio richiede consapevolezza, impegno personale, sincerità nel riconoscere i propri errori ed onestà nell'ammettere i propri condizionamenti psicologici.
Alle 22 del 31 dicembre è iniziata la S. Messa, officiata da Mons. Pier Giorgio Debernardi, vescovo di Pinerolo e già Vicario Generale della diocesi di Ivrea, che ci ha esortati ad essere come i pastori che, dopo aver adorato Gesù Salvatore, portano al mondo il lieto annuncio. Dopo la benedizione di mezzanotte, che ha segnato l'inizio del nuovo anno, è iniziata la festa tra brindisi, giochi e tanta allegria.

Durante la giornata del 1 gennaio dovevamo ricevere il mandato di Cristo ad operare nel mondo e ciò è accaduto, ma in modo del tutto inatteso. Infatti, lo Spirito Santo ci ha guidati donandoci ore intense di comunione fraterna, unendoci a tutta la Chiesa che celebra la giornata mondiale della Pace e della comunione tra i popoli. La mattinata è stata interamente occupata dalla preghiera comunitaria carismatica, ricca di testimonianze vive e spontanee e della commozione per la presenza reale di Gesù operante in mezzo a noi: abbiamo toccato con mano che anche i momenti più difficili della nostra vita non ci possono separare dall'Amore di Cristo e che, anzi, possono diventare l'anello indissolubile tra Lui e noi. Nel pomeriggio, la concreta "spiritualità della comunione" ha trovato un altro significativo momento nella condivisione a gruppi suddivisi per diocesi di provenienza, che ci ha permesso di conoscerci meglio, rafforzando i legami di amicizia e ponendo le basi per un cammino che sempre più troverà nel livello diocesano il suo naturale campo d'azione.
La fine dell'incontro, prevista per le ore 18.00, è stato celebrata da un'ultima condivisione tutti insieme: la gioia al termine di quest'ennesima esperienza vissuta insieme, umanamente sempre uguale ma in realtà ogni anno sempre diversa, era infatti tale che, all'avvicinarsi della sera, nessuno aveva fretta di scendere dal monte

 

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